Risvegliare la volontà di apprendere e cambiare

Risvegliare la volontà di apprendere e cambiare

Apprendere è, in un adulto, un atto della volontà. E’ un processo di continuo cambiamento.

Per imparare occorre predisporsi ad accettare il nuovo, sapersi spostare dalla propria posizione, allargare le proprie vedute, richiede perciò energia ed impegno. Tutto questo non avviene in modo casuale, al contrario è il frutto di un processo, che si sviluppa in sette passi successivi, secondo quanto studiato dal NALM – New Adult Learning Movement:

  1. percepire la realtà come tale attraverso i sensi, al di là dei nostri comuni filtri cognitivi
  2. collegarsi intimamente ed individualmente con quanto percepito,
  3. elaborare i contenuti, trasformarli
  4. individuazione, assimilazione di quanto interessante in quel momento
  5. esercitare, mettere in pratica quanto fatto proprio
  6. crescere, osservare i risultati della pratica porta alla crescita di nuove facoltà
  7. creare qualcosa di nuovo che prima non c’era.

Diventare consapevoli del proprio processo di apprendimento consente di imparare in modo più efficace e di riuscire a farlo anche autonomamente per tutto il corso della propria esperienza lavorativa, per un apprendimento che quindi, almeno potenzialmente, non ha mai fine.

 

L’immagine guida

Quando progetta un percorso formativo l’educatore di adulti deve avere una immagine guida dell’essere umano che apprende, contestualizzata alla cultura organizzativa in cui agisce. Da questa immagine discendono i metodi e le tecniche ad essa congruenti, che permettono di raggiungere gli obiettivi desiderati di apprendimento, e che si traducono quindi anche in tecniche e strumenti della sua cassetta degli attrezzi, orientate a facilitare l’apprendimento delle persone che gli vengono affidate.

L’approccio sviluppato dalle ricerche del NALM fa riferimento ad una immagine guida dell’essere umano inteso come un essere anche spirituale, dotato di una dimensione transpersonale, da tenere sempre presente in ogni attività formativa perché parte costituente dell’essenza individuale.

La persona è considerata come composta di tre sfere distinte:

  • quella del pensare, che produce ovviamente in pensieri
  • quella del sentire, artefice dei nostri sentimenti
  • e quella del volere, che produce l’agire.

Questo vuol dire per esempio che portare all’azione un adulto comporta il dover passare per i suoi sentimenti: possiamo dire che si tratta di scaldare la sua dormiente volontà!

 

Superare le resistenze

Lo scopo dell’apprendere non è certo l’imparare fine a sé stesso, ma la possibilità di pensare ed agire in modo sempre nuovo, creativo, nelle diverse situazioni che la vita e la professione ci offrono.

A questo si oppongono le naturali resistenze al cambiamento individuali, che a volte diventano vere e proprie barriere all’apprendimento, diversamente localizzate nella persona:

  • nell’attività del pensiero, sotto forma di idee fisse, credenze, modelli di pensiero acquisiti, che agiscono come filtri cognitivi ed impediscono di percepire la realtà in modo pienamente oggettivo;
  • nel mondo dei sentimenti, emergono le sensazioni individuali, le emozioni di simpatiaantipatia; impedisce una piena comprensione di se stessi;
  • nella sfera della volontà, è la difficoltà, l’inerzia a mettere in moto la propria volontà e passare quindi all’azione concreta, si pone nel rapporto tra sé ed il mondo esterno.

Apprendere è quindi un continuo superare le proprie resistenze interne.

 

Risvegliare la volontà

Il primo obiettivo di chi si occupa di apprendimento degli adulti è proprio favorire il risveglio della volontà ad apprendere.

Che si tratti di consulenti, formatori, educatori, coach o trainer, l’educatore di adulti deve essere un facilitatore dell’apprendimento, un artista della volontà: deve saper attivare una domanda di cambiamento e di miglioramento in grado di risvegliare nel discente le sue facoltà dormienti.

Uno stile troppo orientato a sviluppare abilità ripetitive, o che fornisca solo contenuti già pronti per l’uso rischia di creare indurimento ed alla lunga impedire l’attivazione di una autonoma capacità di giudizio.

Occorre invece saper favorire la nascita di nuove facoltà nell’adulto, ovvero meta competenze continuamente trasformabili per rispondere efficacemente alle richieste di una realtà esterna in continuo mutamento.

 

Le dimensioni della competenza

Il fine ultimo di ogni percorso formativo è lo sviluppo di nuove competenze, che si esprimono in nuovi comportamenti manifestati in relazione alle diverse situazioni. Questo è però il risultato di un insieme di fattori che si possono rappresentare su livelli logici distinti (2), e che insieme contribuiscono a definire le dimensioni della competenza, che qui possiamo declinare in:

Comportamenti = azioni, gesti, parole, la dimensione visibile

Capacità = abilità, il sapere eseguire, l’essere in grado

Conoscenze = le conoscenze teoriche, i modelli, le procedure

Valori = ciò in cui si crede, cui si attribuisce valore

Identità = il proprio senso di identità personale e di gruppo

Spirito = gli aspetti di senso profondo.

Se il comportamento è il risultato visibile, l’obiettivo tangibile cui si vuole arrivare, l’attività formativa deve saper agire al livello opportuno per generarlo, individuando il piano dove si manifesta la carenza da sopperire, il blocco o la resistenza da superare.

In particolare una azione su di un determinato livello logico produce effetti a ricaduta sui livelli logici inferiori, ad esempio: un intervento che metta in gioco gli aspetti motivazionali (valori) produce modificazioni sulle sottostanti conoscenze, esperienze ed infine comportamenti.

L’educatore di adulti deve quindi sapere riconoscere a quale livello logico intervenire, in funzione degli obiettivi di apprendimento, e saper modulare la sua tecnica utilizzando gli strumenti idonei per quel livello.

Comportamenti = dare feedback

Capacità = predisporre training

Conoscenze = insegnare

Valori = essere mentore

Identità = essere sponsor

Spirito = essere un risvegliatore

Un omaggio al maestro: Coenraad Van Houten

Nato in Olanda nel 1922 e scomparso il 26 marzo 2013.

Dopo aver studiato Chimica, Economia e ‘Pedagogia Sociale’, ha vissuto e lavorato in Olanda, Indonesia, Hong Kong e Gran Bretagna come manager d’azienda, come consulente insieme all’Istituto NPI, e quindi come direttore del Centre for Social Development (Centro per lo sviluppo sociale), di cui è stato cofondatore.

Ha sviluppato programmi e seminari specialistici per educare gli adulti, ed ha svolto attività di consulenza alle organizzazioni su programmi formativi.

E’ stato il cofondatore del NALMNew Adult Learning Movement (Movimento per il Nuovo Apprendimento Adulto) un movimento internazionale di ricerca attiva sull’apprendimento dell’adulto, con sedi sparse in tutto il mondo.

E’ autore dei testi “Risvegliare la volontà: il nuovo apprendimento dell’adulto” edito da Guerini e Associati, “Practising Destiny – Principles and processes in Adult Learning” (edizioni Temple Lodge) e “The Threefold nature of destiny learning” (edizioni Temple Lodge).

 

 

Riferimenti bibliografici:

1. “Risvegliare la volontà: il nuovo apprendimento dell’adulto”, Coenraad Van Houten – ed. Guerini e Associati

2. “Il manuale del coach”, Robert Dilts – ed. NLP Italy

 

 Risvegliare la volontà di apprendere e cambiare – articolo

Questo inserimento è stato pubblicato in Rassegna Stampa. Metti un segnalibro su permalink. Sia i commenti che i trackback sono chiusi.
  • iscrizione Newsletter