BRIEF COACHING: il coaching breve orientato alla soluzione

BRIEF COACHING: il coaching breve orientato alla soluzione

In cosa il brief coaching si distingue dalle altre modalità di coaching?

La cosa più evidente è che si svolge in solo due sessioni di lavoro; la promessa di brevità contenuta nella sua denominazione, è quindi immediatamente mantenuta.
Ed oltre questo?
Che è orientato alla soluzione, come dice il titolo!
Questo aspetto può lasciare perplessi, perché si suppone che tutte le forme di coaching lo siano, in un qualche modo…

Per comprendere in che modo il brief coaching sia effettivamente orientato alla soluzione, occorre familiarizzare con i suoi presupposti di base, espressi attraverso i seguenti aforismi:

“pensare al problema crea problemi, pensare alla soluzione crea soluzioni

l’orientamento alla soluzione è una sorta di problem solving accelerato: la focalizzazione non è sulla ricerca o sulla comprensione delle cause (problem analysis) ma da subito diretta verso la ricerca delle possibili soluzioni

“se quello che fai funziona, allora fallo ancora di più”
Steve de Shazer

l’assunto alla base di questo aforisma è che il Cliente abbia in precedenza già avuto esperienza della soluzione, o di indizi di soluzione, anche se su problematiche in apparenza diverse

“non ripararlo se non è rotto”

come nelle altre forme di coaching, il coach non si sostituisce al Cliente, al contrario ne valorizza l’esperienza e lascia che sia lui stesso a riconoscere cosa funziona e cosa non funziona dei suoi comportamenti, avendo piena fiducia nelle sue capacità / potenzialità di trovare la “sua” soluzione

“nessun problema può essere risolto allo stesso livello di consapevolezza che lo ha creato”
A. Einstein

per il coach, non sapere è utile; il coach infatti non ha necessità di conoscere i dettagli del problema, non deve entrare nel sistema del Cliente, non deve fornire consigli, il suo ruolo è quello di aiutare il Cliente a vedere la situazione problematica da un’altra prospettiva, quella che fino a quel momento gli è sfuggita, aiutarlo a fare un salto logico nella dimensione delle possibili soluzioni.

E’ grazie a questi presupposti che il brief coaching consente di:
– ristrutturare situazioni critiche
– cambiare prospettiva
– fare emergere dalle difficoltà le possibili soluzioni pratiche da implementare subito
ed in questo modo facilitare la piena espressione delle potenzialità individuali.

Come si svolge praticamente?

Nella prima sessione, che in presenza ha la durata di 1,5 / 2 ore, si svolgono i seguenti passaggi:

  • accordo di coaching, precisare le aspettative del cliente
  • descrivere il futuro desiderato, proiettarsi oltre la difficoltà immaginandola già risolta
  • riconoscere gli indizi di soluzioni che si sono già manifestati in precedenza
  • identificare i segnali di progresso che deriveranno dall’implementazione delle soluzioni
  • conclusione della sessione

Nella seconda, ed ultima sessione, che è di follow up / rinforzo ed in presenza può avere la durata di 1 / 1,5 ore, si hanno i seguenti passaggi:

  • riconoscere cosa è migliorato dalla sessione precedente
  • descrivere la soluzione implementata
  • riconoscere i progressi personali conseguiti
  • proiettarsi verso il futuro per mantenere nel tempo le soluzioni conseguite
  • chiusura della sessione

Solitamente quando le sessioni si svolgono on line, hanno una durata inferiore.

A chi si rivolge il brief coaching?

Per sua natura questa modalità è ideale per affrontare situazioni – aspetti critici o problematiche ben circostanziate.
Per obiettivi più ampi, come per lo sviluppo di nuove facoltà individuali o di miglioramento di comportamenti manageriali o di leadership, occorrono percorsi che si articolano su più sessioni.

 

Riferimenti utili:
“Il coaching breve orientato alla soluzione”, P. Szabo e D. Meier, traduzione italiana a cura di Paolo Terni, BriefCoachingSolutions – Mindware Publishing

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