Superare il cigno nero!

Superare il cigno nero!

Non c’è dubbio che ci troviamo in una crisi senza precedenti: sanitaria, organizzativa, finanziaria, economica, un vero e proprio “cigno nero” come ben descritto da Nassim Nicholas Taleb: qualcosa di non prevedibile ed il cui impatto ancora si fatica a definire e dimensionare, che sta mettendo sotto grande pressione la società, il sistema produttivo e le organizzazioni, che stanno reagendo seppur in maniera differenziata.

Fino ad oggi si è trattato di fronteggiare una escalation di emergenze, ed in questa situazione non c’è stato tanto tempo per pensare:  la priorità è stata mettere le persone in sicurezza, ed il “pensiero veloce” proprio del nostro Sistema 1 (vedi Kahneman), intuitivo ed irrazionale può aver preso il sopravvento.
Ora però che la situazione non è più emergenziale e c’è il tempo per pensare e prepararsi al ritorno ad una normalità, occorre lasciare spazio al pensiero “lento” del Sistema 2, che ci aiuta nel programmare / pianificare, gestire, a fare scelte ponderate / avvedute.

Quale futuro ci aspetta dopo l’emergenza?
Come possiamo prepararci?

A livello organizzativo solitamente osserviamo 4 tipiche modalità di affrontare le situazioni di cambiamento:

 

NON VEDERE

  • incapace di vedere e riconoscere il cambiamento
  • continua a fare quello che faceva prima

Imprese / Persone che non vedono arrivare il cambiamento, o non lo riconoscono una volta arrivato; sono come una persona seduta a leggere sui binari del treno, convinte di essere al sicuro, ignoreranno anche le vibrazioni delle rotaie: verranno travolte dagli effetti del cambiamento, senza nemmeno aver capito cosa è loro successo…
Questo tipo di reazione oggi non è proprio possibile, per le proporzioni di quello che sta accadendo.

STARE ALLA FINESTRA

  • riconosce che qualcosa è cambiato
  • incapace di modificare i propri comportamenti

Imprese / Persone che riconoscono che qualcosa è cambiato, forse perché ne vedono gli effetti, ma non riescono o non sanno come cambiare, oppure non riconoscono la possibilità di poter incidere sulla loro situazione modificando qualche loro comportamento, e per questo non reagiscono, rimangono come in contemplazione “aspettando che passi”.
Il rischio oggi di una politica attendista è quello di basarsi sul dare per scontato che il “dopo” sarà uguale al “prima”.

CAVALCARE

  • modifica i suoi comportamenti per adattarsi
  • trova gli aspetti positivi e ne coglie le opportunità

Imprese / Persone che si accorgono che qualcosa è cambiato e, dopo un primo momento di sbandamento, mettono in atto azioni correttive o veri e propri cambiamenti più o meno profondi, per fare fronte alla nuova situazione ed uscire dalla difficoltà per andare verso una nuova situazione di equilibrio. Riescono a vedere cosa c’è di buono e cogliere le opportunità per migliorare i propri processi / prodotti / posizionamento / modello di business, si troveranno ad avere un vantaggio competitivo rispetto le altre.
In questa modalità possiamo riconoscere le tante imprese che nella difficoltà hanno saputo riconvertirsi: ristoranti che si sono dati alle consegne a domicilio, aziende tessili che si sono lanciate nella produzione di mascherine o camici monouso, …
Cavalcare il cambiamento è una modalità reattiva rispetto al cambiamento, che si fonda sul presupposto che questo si presenti come le onde del mare: una perturbazione localizzata rispetto ad una condizione di “normalità”, di tranquillo equilibrio.
Ma è davvero questa la realtà in cui le imprese si trovano oggi e si troveranno sempre più in futuro?

PROMUOVERE

  • flessibile e proattivo
  • promuove e anticipa i cambiamenti, ne è l’artefice

Imprese / Persone che hanno compreso che il mondo stabile conosciuto dai nostri genitori o nonni è un retaggio del passato, e che da alcuni decenni siamo in una epoca di continui cambiamenti, sempre più frequenti, veloci e profondi, indicata come il V.U.C.A. world:

Volatility = continuità / dinamicità / velocità dei cambiamenti
Uncertainty = imprevedibilità delle situazioni
Complexity = complessità derivante dalla molteplicità delle cause e non linearità del rapporto causa – effetto
Ambiguity = ambiguità dovuta a confusione, mancanza di chiarezza

una situazione che richiede un vero e proprio cambio di paradigma, dove non ha più senso parlare di cambiamento ma occorre assumere un approccio fluido di continuo rinnovamento: la stessa differenza che c’è tra fermarsi ai box per cambiare le gomme durante un gran premio di formula 1 e cambiare le gomme con l’auto in corsa senza fermarsi!

Per guidare le Organizzazione e le Persone che ne fanno parte, dallo stare alla finestra passivamente, all’adattarsi via via ai continui cambiamenti, per diventare promotori del cambiamento continuo, occorre affrontare le resistenze al cambiamento che sia l’Organizzazione sia le Persone naturalmente mostrano…

Dove si colloca oggi la tua organizzazione?
Quali sono gli atteggiamenti delle tue Persone verso i cambiamenti?
Come puoi guidare la tua organizzazione e le tue Persone, dal cavalcare i cambiamenti al promuoverli?

 

“Mai lasciarsi sfuggire una crisi.
E’ una buona occasione per tentare cose mai osate prima.”
J.F. Kennedy

 

Fine prima puntata…

 

Riferimenti utili:
“Il cigno nero. Come l’improbabile governa la nostra vita”, Nassim Nicholas Taleb, ed. il Saggiatore
“Pensieri lenti e veloci”, Daniel Kahneman, ed. Oscar Mondadori

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