Vincere la forza dell’abitudine con il risveglio della Volontà

Vincere la forza dell’abitudine con il risveglio della Volontà

Quale ruolo giocano le nostre abitudini nel cambiamento?
Come mai tendiamo ad agire e pensare con il pilota automatico?
Possiamo liberare il nostro potenziale vincendo la forza dell’abitudine?

Modificare un comportamento personale ha a che fare con le nostre abitudini, e tutte le persone che hanno provato a modificarne una sanno quanto impegno gli abbia richiesto.

Come mai è difficile cambiare anche quando il cambiamento non è subìto ma deciso autonomamente?

Da un punto di vista fenomenologico, una abitudine non è altro che un pattern ben strutturato e ripetitivo che consente di risparmiare energia, e l’Essere Umano è un sistema programmato per risparmiare energia: tutte le volte che possiamo utilizzare una routine già consolidata lo facciamo.

“Le catene dell’abitudine
sono troppo leggere per essere avvertite,
finché non diventano troppo pesanti
per essere spezzate”

Warren Buffet

La risposta automatica scatta ogni volta che riconosciamo una situazione, e questo processo avviene esso stesso automaticamente, non ne siamo consapevoli: è la nostra area di comfort, è veloce ed è gratis!

Ma agire con il pilota automatico è sempre la risposta più efficace?

A volte sì, a volte no: in ogni caso non dipende da noi, si attiva a nostra insaputa, ed in questo limita la nostra capacità di essere veramente situazionali, la nostra possibilità di esprimere tutto il nostro potenziale.

Le abitudini limitano
la nostra libertà
di piena espressione
del potenziale individuale.

Modificare una routine disfunzionale è possibile, a patto che la si sostituisca con una più funzionale che rispetti il “meccanismo di ricompensa” insito nella prima.

In quale modo le neuroscienze ci aiutano a capire la dinamica del cambiamento?

Da un punto di vista neuro funzionale, un pattern fissato di risposta ad uno stimolo, corrisponde ad un ben preciso collegamento di neuroni e sinapsi: l’equivalente di un circuito elettrico dove lo stimolo scorre incontrando la minore resistenza possibile.

Modificare la risposta ad uno stimolo corrisponde quindi a stabilire nuove sinapsi tra neuroni: questo è possibile grazie alla neuroplasticità del cervello, ma richiede un investimento di energia, ovvero ha un costo, ci vuole impegno, specialmente quando vogliamo che il cambiamento avvenga verso un obiettivo intenzionale.

Occorre risvegliare la Volontà!

Ma la volontà di ciascuno, così come l’attenzione, è una risorsa scarsa: l’Essere Umano adulto la attiva solo quando ha valutato che ne vale veramente la pena, e ciascuno riconosce valore a cose diverse, perché ha leve motivazionali diverse.

Quali resistenze mostrano i tuoi collaboratori di fronte ai cambiamenti?
Cosa li motiva?
Come puoi risvegliare la loro Volontà?

Gestire processi di cambiamento comporta il superare le resistenze personali, a volte vere e proprie  barriere individuali che possono però essere trasformate in potenti risorse per il cambiamento se riconosciute e valorizzate.

 

Fine terza parte

 

Riferimenti utili:

  • Il potere delle abitudini, Charles Duhigg, ed. TEA
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